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10.2 Consigli per l'integrazione e la trasmissione a SdI di fatture ricevute da utenti residenti in paesi esteri

In caso di ricezione di fatture in formato non elettronico da soggetti residenti in paesi esteri, è possibile provvedere alla comunicazione ad Agenzia delle Entrate della ricezione di tali documenti emettendo ed inviando a SdI un'autofattura di tipo TD17, TD18 o TD19 ad integrazione della fattura ricevuta.

Attuale quadro normativo

La comunicazione a SdI tramite l'invio di una fattura elettronica è obbligatoria dal 1° luglio 2022, data dalla quale è stato abolito l'utilizzo dell'esterometro per la comunicazione dei dati delle operazioni con l’estero. A tale adempimento sono quindi chiamati anche i contribuenti che hanno optato per il regime forfettario.

Tipologia di documento elettronico da generare

Per le fatture passive, ricevute in modalità analogica dai fornitori esteri, il cliente italiano deve generare un documento elettronico di tipo autofattura. La scelta del tipo di documento dipenderà dalla specifica casistica fiscale (fornitore intra o extracomunitario e beni già presenti o meno sul territorio italiano). Di seguito alcune specifiche:
  • nel caso di servizi da un soggetto UE e extra-UE: il soggetto passivo IVA residente in Italia è tenuto a integrare la fattura ricevuta ovvero ad autofatturare l’operazione. Il prestatore non residente e privo di stabile organizzazione nel territorio dello Stato emette una fattura per prestazioni di servizi al committente residente o stabilito in Italia, indicando l’imponibile, ma non la relativa imposta in quanto l’operazione è imponibile in Italia e l’imposta è assolta dal committente. Il committente, ad integrazione della fattura ricevuta dal soggetto non residente, deve emettere ed inviare a SdI una fattura elettronica con tipo documento TD17;
  • nel caso di acquisti di beni da soggetti UE: il cedente residente in altro Paese UE emette una fattura per la vendita di beni al cessionario residente o stabilito nel territorio dello Stato, indicando l’imponibile ma non la relativa imposta in quanto l’operazione è imponibile in Italia e l’imposta è assolta dal cessionario. Il committente italiano deve integrare il documento ricevuto per indicare l’imposta dovuta che dovrà poi confluire nella propria liquidazione IVA. A tal fine, ad integrazione della fattura ricevuta dal soggetto passivo UE, deve emettere ed inviare a SdI una fattura elettronica con tipo documento TD18;
  • nel caso di acquisto di beni da soggetti esteri esistenti in Italia all’atto della vendita: il cedente estero emette una fattura per la vendita di beni già presenti in Italia (non sono quindi importazioni o acquisti intracomunitari) al cessionario residente o stabilito nel territorio nazionale, indicando l’imponibile ma non la relativa imposta, in quanto l’operazione è imponibile in Italia e l’imposta è assolta dal cessionario. Quest’ultimo deve, a tal fine, predisporre ed inviare a SdI una fattura elettronica con tipo documento TD19, contenente, sia i dati necessari per l’integrazione, sia gli estremi della fattura ricevuta dal fornitore estero.

Come valorizzare il campo "Nazione" del cedente/prestatore che deve essere diverso da "IT"

Come indicato nelle specifiche tecniche stabilite da Agenzia delle Entrate per la predisposizione del file xml della fattura se l'elemento informativo 2.1.1.1 <TipoDocumento> vale TD17, TD18 o TD19 viene effettuato il controllo sul campo 1.2.1.1.1<IdPaese> del cedente/prestatore, corrispondente al campo "Nazione" del fornitore. Tale campo deve essere diverso da "IT", altrimenti la fattura sarà scartata. Per questo motivo:
  • nel caso in cui il fornitore per il quale occorre emettere l'autofattura abbia partita IVA estera, occorrerà compilare i campi Nazione e ID Fiscale nell'anagrafica fornitore con i dati del soggetto;
  • nel caso in cui il fornitore per il quale occorre emettere l'autofattura abbia partita IVA italiana (ad esempio nel caso di un soggetto estero identificato direttamente o tramite rappresentante fiscale in Italia) si suggerisce di indicare su Nazione il Paese del fornitore estero e su ID Fiscale un valore alfanumerico convenzionale 99999999999 (undici volte il numero nove). SdI, infatti, non effettua controlli di validità su questo campo e la fattura verrà accettata.

Quando deve avvenire la trasmissione telematica delle fatture

La trasmissione telematica delle fatture relative alle operazioni passive dovrà essere effettuata entro il quindicesimo giorno del mese successivo a quello del ricevimento del documento comprovante l’operazione o di effettuazione dell’operazione stessa.
 
Per non incorrere in errori, si consiglia di ricontrollare sempre le informazioni indicate con il proprio consulente fiscale, così che possa verificare in base al proprio caso.
 
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