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FAQ Servizio Fatturazione PA

Secondo quanto stabilito dal Decreto Legislativo n. 55 del 3 aprile 2013, dal 6 giugno 2014 le Pubbliche Amministrazioni non possono più accettare fatture emesse o trasmesse in forma cartacea.
DocFly Fatturazione PA è un sistema accessibile via web, che permette ad aziende, ditte individuali, liberi professionisti e soggetti titolari di P.IVA di emettere fatture verso la pubblica amministrazione. Per attivare il servizio sarà quindi necessario accedere o registrarsi con la propria partita IVA.
Il servizio è fruibile tramite semplice e intuitiva interfaccia web. Non sarà necessario installare alcun software ma sarà sufficiente collegarsi alla pagina fatturapa.aruba.it e accedere con le proprie credenziali.
Il servizio può essere utilizzato anche da chi ha già un proprio gestionale. DocFly Fatturazione PA permette infatti di effettuare l'upload di fatture in formato xml e zip.
Sì, DocFly Fatturazione PA permette di creare e inviare le fatture alla pubblica amministrazione grazie ad una semplice procedura guidata (Aziende e Ditte Individuali e Liberi Professionisti e Studi Associati).
Sì, è possibile effettuare il caricamento di fatture .xml e in formato .zip. Il sistema DocFly Fatturazione PA provvederà a firmare e inviare la fattura alla PA selezionata.
Sì, è necessario acquistare un servizio per ciascuna partita iva. Qualora si desideri sarà possibile aderire al programma Partner ArubaPEC che permette di attivare o rivendere il servizio a terzi. Una volta aderito al programma il partner avrà accesso ad un pannello di gestione dal quale potrà attivare il servizio DocFly Fatturazione PA ai propri clienti.
No. il documento generato viene firmato dalla Certification Authority Aruba PEC.
Sì, il sistema invia le notifiche, relative all'invio e lo stato della fattura, su casella pec. Durante l'ordine sarà infatti necessario inserire il nome della casella pec sulla quale si desidera ricevere le notifiche, qualora non si possegga oppure se ne volesse attivare una dedicata, sarà possibile richiederla in concomitanza all'ordine del servizio.
Le fatture non ancora inviate o quelle scartate da SdI (Sistema di Interscambio) possono essere modificate tramite il menu di gestione delle fatture. Ulteriori dettagli sono disponibili alla sezione dedicata.
Sì, è possibile inserire qualsiasi tipo di allegato. La dimensione massima è di 2 MB per fattura.
Sì, è possibile inserirla tramite il flag apposito alla voce Bollo virtuale nella sezione Dati Aggiuntivi.
È possibile continuare a conservare in modalità tradizionale le fatture cartacee e conservare elettronicamente le sole fatture elettroniche a condizione che le due diverse tipologie di fatture siano annotate in registri sezionali (contabili) separate e numerate progressivamente con distinte serie numeriche in ordine cronologico senza interruzioni per ciascun periodo d'imposta.
Sì, il servizio prevede la conservazione di Fatture emesse. Maggiori informazioni sono raggiungibili a questa pagina.
L'operazione di versamento di documenti in conservazione consiste nella trasmissione dei documenti da conservare e dei metadati che li specializzano. In particolare, essa consiste nella ricezione e presa in carico di un "Pacchetto di Versamento (PdV)", composto dalle seguenti parti:
  • Documento/i stesso che si vuole/vogliono conservare;
  • "Indice del Pacchetto di Versamento (IPdV)", cioè un file .xml, che descrive il versamento stesso e i documenti che ne fanno parte attraverso l'uso di metadati.

La produzione del "Rapporto di Versamento (RdV)" rappresenta formalmente la presa in carico del "Pacchetto di Versamento (PdV)" da parte del sistema di conservazione e la trasformazione di quest’ultimo in "Pacchetto di Archiviazione", cioè un documento informatico che attesta il caricamento dei documenti in un determinato momento e la loro conservazione a norma di legge.
Ai sensi dell'art. 25 del Decreto Legge n. 66/2014, al fine di garantire l'effettiva tracciabilità dei pagamenti da parte delle pubbliche amministrazioni, le fatture elettroniche emesse verso le PA devono riportare:
- Il codice identificativo di gara (CIG), tranne i casi di esclusione dall'obbligo di tracciabilità di cui alla Legge n. 136 del 13 agosto 2010
- Il codice unico di progetto (CUP), in caso di fatture relative a opere pubbliche.

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